TRAME nasce dalla volontà di interrogare il senso delle comunità a partire dagli sguardi, dai vissuti e dai desideri delle persone che abitano il territorio del Roero, coinvolgendo i sei comuni di Piobesi d’Alba, Corneliano d’Alba, Guarene, Castagnito, Priocca e Magliano Alfieri.
La ricerca-azione, realizzata secondo il metodo di Cultura in Movimento, non è stata intesa come una semplice raccolta di opinioni, ma come un processo partecipativo capace di mettere in relazione conoscenza, confronto e possibilità di trasformazione. Come educatori abbiamo lavorato con 10 gruppi formali e informali giovanili muovendoci verso le persone e nei luoghi del territorio.
Gli incontri sono iniziati con l’utilizzo di immagini e carte-gioco, strumenti pensati per facilitare l’espressione e permettere ai partecipanti di rappresentare il proprio rapporto con il territorio. Attraverso queste prime attività sono emersi gli spazi percepiti come significativi, le esperienze già attive, le pratiche di cura, aggregazione e partecipazione e tutte quelle azioni, spesso informali e poco visibili, che contribuiscono quotidianamente a costruire le relazioni.
Questa prima fase ha permesso di partire non da situazioni o questioni già definite dagli adulti, ma da ciò che i ragazzi e le ragazze già fanno, conoscono, desiderano e attivano. Le immagini e le carte hanno funzionato come dispositivi di avvicinamento e di racconto, aprendo discussioni non rigidamente strutturate e facendo emergere punti di vista differenti, esperienze condivise e questioni ancora da approfondire.
Successivamente, il lavoro è entrato nella fase della ricerca vera e propria attraverso due incipit narrativi:
“Se pensate al vostro territorio, non è giusto che…”
“Se pensate al vostro territorio, sarebbe bello se…”
Le due frasi hanno permesso di tenere insieme una dimensione critica e una dimensione propositiva. Da una parte, i partecipanti hanno potuto nominare possibili assenze, ostacoli e situazioni percepite come non adeguate. Dall’altra, hanno immaginato possibilità, desideri, cambiamenti e condizioni capaci di rendere i territori più abitabili, inclusivi e rispondenti ai bisogni delle persone.
Anche qui gli incipit non sono stati utilizzati per ottenere risposte rapide o uniformi, ma per attivare conversazioni, associazioni, racconti e punti di vista. Le parole dei partecipanti hanno così generato numerose suggestioni e, soprattutto, diverse e possibili piste di lavoro per la comunità tutta: temi da approfondire, luoghi da ripensare, pratiche da sostenere, relazioni da rafforzare e possibili azioni da costruire insieme, su cui inizieremo a riflettere insieme nell’evento finale.
La restituzione finale non è stata pensata come una semplice esposizione dei risultati, ma come un ulteriore momento di partecipazione e discussione pubblica. Le suggestioni emerse sono state tradotte in poster- gonfaloni, oggetti culturali capaci di rendere visibili le voci raccolte e di riportarle nello spazio comune. La restituzione diventa così un passaggio fondamentale del metodo: ciò che è stato detto nei gruppi torna alla comunità, non come risultato conclusivo e definitivo, ma come materiale per continuare a discutere e per interrogare le responsabilità delle istituzioni.
Le proposte e i temi emersi costituiscono infatti una base possibile per la costruzione di future politiche giovanili ed educative territoriali, da condividere con le amministrazioni, i servizi, le scuole, le associazioni e tutti i soggetti interessati a prendersi cura del Roero come spazio comune. Ecco gli hashtag: